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	<title>Il blog di webEngine &#187; Articoli Generici</title>
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	<description>Blog dedicato alle tecnologie Web e alle notizie dal mondo della rete...</description>
	<lastBuildDate>Thu, 17 Dec 2009 13:07:15 +0000</lastBuildDate>
	
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		<title>Box Fluido con Ombra</title>
		<link>http://blog.webeng.it/2009/11/10/box-fluido-con-ombra/</link>
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		<pubDate>Tue, 10 Nov 2009 16:19:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli Generici]]></category>
		<category><![CDATA[PHP]]></category>
		<category><![CDATA[Script]]></category>
		<category><![CDATA[box fluido]]></category>
		<category><![CDATA[html]]></category>

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		<description><![CDATA[Ecco un breve esempio di una funzione PHP che ci permette di generare un box fluido in HTML con l&#8217;effetto ombreggiatura. La funzione è scritta in PHP ma il codice HTML generato è valido per qualsiasi tipo di linguaggio di programmazione. L&#8217;effetto ombra è ottenuto tramite un immagine creata con GIMP.
Le immagini che fanno da [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ecco un breve esempio di una funzione PHP che ci permette di generare un box fluido in HTML con l&#8217;effetto ombreggiatura. La funzione è scritta in PHP ma il codice HTML generato è valido per qualsiasi tipo di linguaggio di programmazione. L&#8217;effetto ombra è ottenuto tramite un immagine creata con GIMP.</p>
<p><span id="more-1101"></span>Le immagini che fanno da angolo sinistro (superiore e inferiore) devono essere opportunamente dimensionate in modo da poter coprire una qualsiasi lunghezza (nel nostro caso fino a un massimo di 2000px) .</p>
<pre class="brush: php">

&lt;html&gt;
&lt;head&gt;
&lt;link rel=&quot;stylesheet&quot; type=&quot;text/css&quot; href=&quot;css/style.css&quot;&gt;
&lt;/head&gt;
&lt;body&gt;
&lt;?php
function get_box($header, $content){
$box = &quot;&lt;div class=\&quot;box\&quot;&gt;&lt;div class=\&quot;hd\&quot;&gt;&lt;div class=\&quot;c\&quot;&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&quot;;
$box .= &quot;&lt;div class=\&quot;bd\&quot;&gt;&lt;div class=\&quot;c\&quot;&gt;&lt;div class=&#039;s&#039;&gt;&quot;;
$box .= &quot;&lt;!-- content area --&gt;&quot;;
$box .= &quot;&lt;h1&gt;&quot;.$header.&quot;&lt;/h1&gt;&quot;;
$box .=    &quot;&lt;hr/&gt;&quot;;
$box .= $content;
$box .= &quot;&lt;!-- content area --&gt;&quot;;
$box .= &quot;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&quot;;
$box .= &quot;&lt;div class=\&quot;ft\&quot;&gt;&lt;div class=\&quot;c\&quot;&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&quot;;
$box .= &quot;&lt;/div&gt;&quot;;
return $box;
}
?&gt;

&lt;?php
echo get_box(&quot;Questo &amp;amp;amp;amp;amp;egrave; un box fluido&quot;, &quot;Contrary to popular belief, Lorem Ipsum is not simply random text. It has roots in a piece of classical Latin literature from 45 BC, making it over 2000 years old.&quot;);
?&gt;
&lt;/body&gt;
</pre>
<p>Ora veniamo al css.</p>
<pre class="brush: css">

/* stili per le box */
.box {
width:100%;
margin:1em 0 0em 0;
min-width:5em;
color:#fff;
}

.box .hd .c,
.box .ft .c {
font-size:1px; /* ensure minimum height */
height:13px;
}

.box .ft .c {
height:14px;
}

.box .hd {
background:transparent url(../images/box_top_left.png) no-repeat 0px 0px;
}

.box .hd .c {
background:transparent url(../images/box_top_right.png) no-repeat right 0px;
}

.box .bd {
background:transparent url(../images/box_left.png) repeat-y 0px 0px;
}

.box .bd .c {
background:transparent url(../images/box_right.png) repeat-y right 0px;
}

.box .bd .c .s {
margin:0px 8px 0px 4px;
background:#8193a7 repeat-x 0px 0px;
padding:1em;
}

.box .ft {
background:transparent url(../images/box_bottom_left.png) no-repeat 0px 0px;
}

.box .ft .c {
background:transparent url(../images/box_bottom_right.png) no-repeat right 0px;
}

/* content-specific */
.box h1 {
/* header */
font-size:1em;
margin:0px;
padding:0px;
margin-top:-1.0em;
}

.box p {
margin:0.5em 0px 0px 0px;
padding:0px;
font-size: 0.9em;
line-height: 1;
}

.box hr {
color: white;
}
</pre>
<p><a href="http://blog.webeng.it/wp-content/uploads/2009/11/box.rar">L&#8217;intero esempio è scaricabile da qui</a>.</p>
<p>Un grazie a Daniele.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Aspect oriented come paradigma di sviluppo software</title>
		<link>http://blog.webeng.it/2009/05/28/aspect-oriented-come-paradigma-di-sviluppo-software/</link>
		<comments>http://blog.webeng.it/2009/05/28/aspect-oriented-come-paradigma-di-sviluppo-software/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 28 May 2009 09:34:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli Generici]]></category>
		<category><![CDATA[Ingegneria Informatica]]></category>

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		<description><![CDATA[Nel mondo dello sviluppo software la programmazione orientata agli oggetti è un paradigma di programmazione introdotto alla fine degli anni &#8216;60 con il Simula e seguito negli anni &#8216;70 da Smalltalk. In seguito è diventato il paradigma dominante ed oggi i linguaggi più usati che supportano l&#8217;Object Oriented sono C++, Java, Delphi, Python, C#, Perl.

I [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nel mondo dello sviluppo software la programmazione orientata agli oggetti è un paradigma di programmazione introdotto alla fine degli anni &#8216;60 con il Simula e seguito negli anni &#8216;70 da Smalltalk. In seguito è diventato il paradigma dominante ed oggi i linguaggi più usati che supportano l&#8217;Object Oriented sono C++, Java, Delphi, Python, C#, Perl.<br />
<span id="more-1092"></span><br />
I due più conosciuti ambienti di sviluppo, Java e .NET, si fondano proprio sul paradigma ad oggetti (una prova ne è il fatto che ad esempio in Java tutti gli oggetti derivano implicitamente dalla classe Object e in .NET da System.Object).</p>
<p>Tutto ciò però non significa che non sia possibile andare oltre l&#8217;oggetto e le sue regole di vita, dall&#8217;incapsulamento all&#8217;ereditarietà, dal polimorfismo all&#8217;implementazione di interfacce. In questo articolo voglio infatti parlare di un altro tipo di paradigma che in realtà non è propriamente &#8220;altro&#8221; rispetto alla Programmazione Object Oriented, diciamo che ne estende alcuni concetti osservando la problematica dello sviluppo software da un altro punto di vista.</p>
<p>Bisogna ora focalizzare l&#8217;attenzione su due termini piuttosto generali: &#8220;aspetti&#8221; e &#8220;questioni&#8221;. Soffermiamoci sul secondo termine: le questioni. Ora come termine italiano dice poco, in realtà in inglese si parla di &#8220;concerns&#8221; che è una parola difficilmente traducibile mantenendo inalterato il concetto proprio. Il verbo inglese &#8220;to concern&#8221; (concernere) significa &#8211; appunto &#8211; &#8220;qualcosa che riguarda qualcos&#8217;altro&#8221;, se vogliamo riportare tutto nell&#8217;ambito dello sviluppo software, possiamo pensare al codice che stiamo scrivendo come a quel qualcosa che riguarda l&#8217;esecuzione di alcune funzionalità richieste. </p>
<p>Ci stiamo appunto avvicinando alla questione. Il nostro programma ha quindi dei requisiti funzionali, deve fare qualcosa, in realtà spesso deve fare molte cose; tutte queste cose, se le si guardano bene, possono però essere raggruppate in varie categorie, ognuna di queste categorie può essere vista come una &#8220;macro-questione&#8221;, cioè una macro-funzionalità. </p>
<p>Questo è il primo passo da cui è nato tutto: cercare di vedere un programma come un contenitore di questioni (o caratteristiche, funzionalità, comportamenti) ognuna delle quali ben definibile e quindi ben separate l&#8217;una dall&#8217;altra. Questa separazione delle questioni (SOC, Separation of Concerns in inglese) è nata come risposta alla manutenibilità di un programma: se fosse possibile separare nettamente i vari comportamenti di un programma, diventa più facile poi intervenire su un singolo comportamento.</p>
<p>Banale tutto ciò: sono almeno 30 anni che si sviluppa software in questo modo. In realtà non è così banale in certi particolari ambiti: non sempre suddividere i comportamenti di un programma tramite l&#8217;uso di oggetti è possibile; ci sono alcuni di questi comportamenti che hanno bisogno di particolari accorgimenti per potere essere definiti e separati da tutto il resto.</p>
<p>Prima di procedere ad un esempio vediamo il secondo termine: aspetto. In realtà bisognerebbe ripetere quanto detto sopra per spiegare anche questo termine. Il motivo di averlo usato deriva dal fatto che il paradigma di sviluppo di cui stiamo parlando si chiama AOP: Aspect Oriented Programming (Programmazione Orientata agli Aspetti) ed è quel paradigma di sviluppo che tende a separare le &#8220;questioni&#8221; non tramite oggetti, bensì tramite aspetti.</p>
<p>Facciamo un esempio: classicamente l&#8217;esempio che si fa quando si parla di AOP è la transazione. Una delle questioni che spesso devono risolvere i programmi che scriviamo è quello di tenere traccia delle transazioni (ad esempio su base di dati) ognuna composta da una serie di operazioni atomiche che però devono essere annullate tornando allo stato precedente se solo una di queste fallisce facendo fallire a sua volta la transazione stessa. Se ci fate caso spesso si parla di aspetto transazionale, indicando con questo il fatto che esiste un ben preciso ambito di operatività del programma che deve gestire le transazioni. </p>
<p>Se l&#8217;obiettivo è quello di separare questa funzionalità da tutto il resto in modo che sia facilmente mantenibile ci si accorge che non è poi così immediato. In un&#8217;architettura classica in cui abbiamo tutta una serie di oggetti di business che si occupano di tutte le operazioni a livello di DB, facilmente potrebbero essere coinvolti decine di questi oggetti, ognuno tramite la sua operazione particolare. La tanto decantata manutenibilità dell&#8217;aspetto transazionale va a farsi benedire: la transazione è spalmata su tutti questi oggetti e verificare dove ad esempio si celasse un bug diventa un&#8217;impresa veramente ardua.</p>
<p>Ma si potrebbe fare un altro classico esempio, quello del logging: durante la vita di un programma c&#8217;è quasi sempre bisogno di fare un log, ma le fonti di log sono gli oggetti stessi, quindi la funzionalità di logging delle nostra applicazione viene spalmata su tutte le classi che abbiamo realizzato. Modificare in un secondo momento le modalità di log di un&#8217;applicazione significherebbe modificare molte classi. Esistono oggi vari framework che facilitano lo sviluppo delle sopracitate funzionalità (facendo riferimento al logging per esempio come non citare Log4j). </p>
<p>Questi esempi servono ad illustrare come alcune questioni (ed ecco che ritorna questo termine) centrali delle nostre applicazioni, spesso per loro natura sono spalmate su tutta l&#8217;applicazione, e cercare di separarle in un ben preciso ambito non è così facile: ognuno degli oggetti coinvolti deve, nei propri metodi, contenere codice in grado di gestire il suddetto problema; si viene così a creare, nella stesura del codice, una ridondanza non necessaria. Inoltre gli oggetti modificati a tale scopo diventano più complessi e quindi diminuisce la manutenibilità del programma.</p>
<p>Quindi parliamo di AOP. L&#8217;Aspect Oriented Programming nasce con lo scopo di risolvere problemi di questo tipo. Gli aspetti modellano le problematiche trasversali agli oggetti stessi, ossia compiti che nell&#8217; OOP tradizionale sono difficilmente modellabili. Ma AOP non deve essere utilizzato come il prezzemolo una volta che se ne diventa pratici, come in tutte le cose il troppo stroppia e va sempre valutato bene quando usarlo o meno.</p>
<p>AOP cerca di risolvere le problematiche di cui sopra tramite appunto gli aspetti (l&#8217;aspetto della gestione delle transazioni, l&#8217;aspetto del logging, ma anche l&#8217;aspetto della gestione della sicurezza, ecc.): il modello utilizzato è quello dei &#8220;punti di connessione&#8221; (o JPM: Join Point Model). Questo modello definisce tre concetti:</p>
<ul>
<li>i punti di connessione (Join Points) ossia i punti del codice dove l&#8217;aspetto in oggetto interagisce con il resto del programma, cioè dove l&#8217;aspetto viene richiamato ed applicato;</li>
<li>una metodologia per selezionare una serie di punti di connessione: in generale una sorta di motore di query che permetta di specificare dei criteri per selezionare solo una parte di tutti i punti di connessione specifici dell&#8217;aspetto in oggetto; l&#8217;insieme dei punti di connessione risultanti dalla query viene chiamato &#8220;pointcut&#8221; (difficilmente traducibile, letteralmente sarebbe &#8220;punto di taglio&#8221;);</li>
<li>un modo per incidere sul comportamento del programma una volta richiamato l&#8217;aspetto: questo è il fine ultimo di AOP e cioè poter influenzare il programma di base a seconda delle condizioni. In genere questa interazione dell&#8217;aspetto sul programma viene detto &#8220;advice&#8221;, traducibile con &#8220;notifica&#8221; o più letteralmente &#8220;avviso&#8221;.</li>
</ul>
<p>Il fine ultimo di AOP (quindi di ogni framework che offre AOP) è quello di offrire un metodo per iniettare i vari advice, propri di ogni aspetto, nel programma di base tramite i punti di connessione; tutto ciò ovviamente al fine di poter influire sul comportamento del programma di base (questo metodo viene detto &#8220;weaving&#8221; che potremmo tradurre come &#8220;intrecciatura&#8221;, quindi AOP offre il metodo di intrecciare gli aspetti con il programma di base). I vari framework che offrono AOP si differenziano soprattutto sulle modalità di implementazione pratica del weaving sollevando a volte dubbi sul fatto che sia veramente AOP e non piuttosto un surrogato.</p>
<p>Il risultato di AOP, se prendiamo gli esempi proposti prima, è quello di poter definire dei &#8220;moduli&#8221; (gli aspetti) di logging o di gestione della security, e di iniettarli nel programma di base tramite alcuni punti di connessione, in modo da poter influenzare l&#8217;esecuzione di quest&#8217;ultimo. Poter definire dei moduli in qualche modo separati aumenta notevolmente la manutenibilità di questi perché evita che questi vengano spalmati sull&#8217;intera applicazione, ma va anche nella direzione di una maggiore separazione in componenti.</p>
<p>Un programma aspect-oriented quindi, è costituito essenzialmente da due insiemi di costrutti: gli aspetti e gli oggetti. Gli aspetti sono delle entità esterne agli oggetti che osservano il flusso del programma generato dalle interazioni tra oggetti, modificandolo quando opportuno o aggiungendo nuove funzionalità. Se paragonassimo gli oggetti a degli attori, potremmo dire che gli aspetti sono degli spettatori, cioè delle entità che osservano le azioni in corso nel programma senza esservi direttamente coinvolti, ma degli spettatori un pò particolari, visto che in determinate circostanze salgono sul palcoscenico e partecipano alla rappresentazione. </p>
<p>In definitiva l&#8217;AOP complementa l&#8217;OOP iniettando codice in punti ben precisi di un&#8217;applicazione per aggiungere comportamenti addizionali ad un oggetto in modo dinamico: gli advice possono essere applicati prima, dopo e intorno al joinpoint, e a volte è anche possibile &#8220;decorare&#8221; un oggetto con azioni a run-time senza impatti per l&#8217;oggetto decorato. Il bello di tutto questo è che il sistema alterato con gli Aspect è totalmente inconsapevole della loro esistenza: un comportamento del genere ricorda molto ciò che fanno i virus: inseriscono tra le istruzioni di una applicazione un&#8217;istruzione di salto alla prima linea di se stessi, ed alla fine mettono un altro salto al punto del codice che avevano interrotto; in questo modo nessuno può accorgersi di nulla ma il comportamento del programma è così alterato. Ovviamente tutto ciò fa capire quanto sia potente la programmazione Aspect Oriented, e come bisogna saperla dosare ed utilizzare per non combinare disastri nelle applicazioni.</p>
<p>Ma non è tutto oro quel che luccica: se AOP rende più semplice l&#8217;architettura e la strutturazione di un&#8217;applicazione, di contro può rendere il debug un vero inferno in quanto a run-time può diventare molto difficile seguire la sequenza delle istruzioni quando i punti di connessione diventano molto numerosi.</p>
<p>Fra le varie implementazioni open source si distinguono per qualità e diffusione AspectJ e Spring AOP. Seguono alcuni link importanti:</p>
<ul>
<li><a href="http://aopalliance.sourceforge.net/">http://aopalliance.sourceforge.net/</a></li>
<li><a href="http://www.springframework.org/">http://www.springframework.org/</a></li>
<li><a href="http://www.eclipse.org/aspectj/">http://www.eclipse.org/aspectj/</a></li>
</ul>
<p>Luigi Gregori</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Installare Apache, Php, Mysql, PhpMyAdmin per Ubuntu</title>
		<link>http://blog.webeng.it/2009/04/21/installare-apache-php-mysql-phpmyadmin-per-ubuntu/</link>
		<comments>http://blog.webeng.it/2009/04/21/installare-apache-php-mysql-phpmyadmin-per-ubuntu/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 21 Apr 2009 21:55:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli Generici]]></category>
		<category><![CDATA[MySql]]></category>
		<category><![CDATA[PHP]]></category>
		<category><![CDATA[apache]]></category>
		<category><![CDATA[linux]]></category>
		<category><![CDATA[ubuntu]]></category>

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		<description><![CDATA[Eccovi riassunti in questa piccola guida i pochi e semplici passi da effettuare per configurare un ambiente di sviluppo web sulla propria postazione o su un server basato su ubuntu linux. Come potete notare l&#8217;installazione risulta molto più immediata che su windows con l&#8217;unica differenza che i nostri file di configurazione saranno posizionati diversamente sul [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Eccovi riassunti in questa piccola guida i pochi e semplici passi da effettuare per configurare un ambiente di sviluppo web sulla propria postazione o su un server basato su ubuntu linux. Come potete notare l&#8217;installazione risulta molto più immediata che su windows con l&#8217;unica differenza che i nostri file di configurazione saranno posizionati diversamente sul filesystem.<br />
<span id="more-1064"></span><br />
<strong><span style="text-decoration: underline;">Installare Apache2</span></strong></p>
<p>Aprire una shell bash e digitare il comando:</p>
<p><code>sudo apt-get install apache2</code></p>
<p>A questo punto abbiamo installato il server web, per verificare che tutto funzioni correttamente apriamo Firefox e mandiamolo su http://localhost , il risultato visualizzato nel caso l&#8217;installazione sia andata a buon fine sarà questo.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-1065" title="apache-1" src="http://blog.webeng.it/wp-content/uploads/2009/04/apache-1.jpg" alt="apache-1" width="580" height="210" /></p>
<p>Per effettuare personalizzazioni varie alla nostra configurazione di Apache possiamo editare con un semplice blocco note il file apache2.conf contenuto nella directory /ect/apache2 . Le nostre applicazioni web saranno posizionate invece nella directory di default /var/www .</p>
<p>Per controllare il servizio possiamo utilizzare i comandi</p>
<ol>
<li><code>sudo /etc/init.d/apache2 restart</code> (per restartare apache ad esempio dopo il caricamento di moduli o cambiamento di file di configurazione)</li>
<li><code>sudo /etc/init.d/apache2 start</code> (per startare il servizio in caso di avvio manuale)</li>
<li><code>sudo /etc/init.d/apache2 stop</code> (per stoppare il servizio in caso di necessità)</li>
</ol>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;">Installare PHP</span></strong></p>
<p>Aprire una shell bash e digitare il comando:</p>
<p><code>sudo apt-get install php5</code></p>
<p>A questo punto testiamo la capacità di apache di comprendere il php creando una pagina d&#8217;esempio, avendo cura prima di restartare apache in modo da poter caricare php con il comando:</p>
<p>sudo /etc/init.d/apache2 restart</p>
<ol>
<li>Creare una directory con il comando <code>sudo mkdir /var/www/phpinfo</code></li>
<li>Creare una nuova pagina con il comando <code>sudo gedit /var/www/phpinfo/phpinfo.php</code></li>
<li>Incollare il testo &lt;?php phpinfo(); ?&gt; e salvare</li>
<li>Recarsi su http://localhost/phpinfo/phpinfo.php e verificare la stampa a video dei paramentri di php.</li>
</ol>
<p><span style="text-decoration: underline;"><strong>Installare MySql Server</strong></span></p>
<p>Aprire una shell bash e digitare il comando:</p>
<p><code>sudo apt-get install mysql-server-5.0</code></p>
<p>Per controllare il servizio possiamo utilizzare i comandi</p>
<ol>
<li><code>sudo /etc/init.d/mysql restart</code> (per restartare apache ad esempio dopo il caricamento di moduli o cambiamento di file di configurazione)</li>
<li><code>sudo /etc/init.d/mysql start</code> (per startare il servizio in caso di avvio manuale)</li>
<li><code>sudo /etc/init.d/mysql stop</code> (per stoppare il servizio in caso di necessità)</li>
</ol>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;">Installare PhpMyAdmin, MySql Query Browser, MySql Administrator</span></strong></p>
<p><code>sudo apt-get install phpmyadmin</code></p>
<p>Al termine dell&#8217;installazione dovreste avere a disposizione la vostra maschera di login su http://localhost/phpmyadmin , nel caso non fosse così aprite una shell e digitate il comando:</p>
<p><code>sudo ln -s /usr/share/phpmyadmin /var/www/phpmyadmin</code></p>
<p>questo comando crerà un link simbolico nella cartella di apache che punterà al percorso reale dell&#8217;applicazione, infatti può succedere che lo script di installazione non riesca ad effettuare automaticamente questa operazione.</p>
<p>Opzionalmente possiamo installare questi pacchetti molto noti per lo sviluppo di applicazioni lato DB con i seguenti comandi:</p>
<p><code>sudo apt-get install mysql-query-browser</code><br />
<code>sudo apt-get install mysql-admin</code><br />
<code>sudo apt-get install mysql-navigator</code></p>
]]></content:encoded>
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		<slash:comments>8</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>10 plugin WordPress per gestire i Google AdSense</title>
		<link>http://blog.webeng.it/2009/03/06/10-plugin-wordpress-per-gestire-google-adsense/</link>
		<comments>http://blog.webeng.it/2009/03/06/10-plugin-wordpress-per-gestire-google-adsense/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 06 Mar 2009 16:37:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli Generici]]></category>
		<category><![CDATA[Guadagnare online]]></category>
		<category><![CDATA[Link utili]]></category>
		<category><![CDATA[WordPress]]></category>
		<category><![CDATA[web-marketing]]></category>
		<category><![CDATA[adsense]]></category>
		<category><![CDATA[google]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://blog.webeng.it/?p=1045</guid>
		<description><![CDATA[Ecco a voi un articolo molto interessante su come integrare al meglio il proprio blog realizzato con wordpress e gli adsense di google. Basterà avere un account adsense e un blog e potrete da subito sperimentare la potenza e la comodità di questi plugin progettati su misura per tutte le esigenze.
Google Adsense è diventato ormai [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ecco a voi un articolo molto interessante su come integrare al meglio il proprio blog realizzato con wordpress e gli adsense di google. Basterà avere un account adsense e un blog e potrete da subito sperimentare la potenza e la comodità di questi plugin progettati su misura per tutte le esigenze.</p>
<p><span id="more-1045"></span>Google Adsense è diventato ormai un MUST per chi vuole cominciare a guadagnare con il proprio sito. Per poter utilizzare Google Adsense, è sufficiente cliccare sul bottone qui sotto per registrarsi al servizio.</p>
<p>Per i blogger come noi che vogliono integrare nella loro piattaforma <a href="http://wordpress.com/" target="_blank">Wordpress</a> il sistema dei banner contestuali di <a href="http://www.google.com/adsense" target="_blank">Adsense</a>, propongo <strong>10 plugin</strong> che aiutano a gestirli meglio.</p>
<ul>
<li><a href="http://www.acmetech.com/blog/adsense-deluxe/" target="_blank">Adsense Deluxe</a> &#8211; Lo utilizzo anche su DynaMick, è fenomenale. Offre opzioni avanzate per la<strong> gestione dell’inserimento automatico dei banner</strong> all’interno degli articoli che scriviamo. Può essere usato anche all’interno dei template con specifiche funzioni php. Non fa differenza se poi usiamo Google AdSense o Yahoo Publisher Network (YPN), ma in Italia non si pone questo problema visto che quest’ultimo non è ancora disponibile nel nostro paese. Esiste poi anche <a href="http://presentia.net/didzis/wordpress-plugins/adsense-deluxe/" target="_blank">Adsense Deluxe+</a> che dichiara di avere un sistema di gestione migliore.</li>
<li><a href="http://wordpress-plugins.biggnuts.com/adsense-plugin/" target="_blank">Adsense Injection</a> &#8211; Inserisce codice Adsense in modo <strong>casuale</strong> all’interno di un blog preesistente.</li>
<li><a href="http://philhord.com/phord/adsense-inline-with-wordpress-blog-posts/" target="_blank">Adsense Inline</a> &#8211; <strong>Inserisce</strong> Google Adsense negli <strong>articoli</strong> del blog</li>
<li><a href="http://www.supriyadisw.net/2006/07/adsense-beautifier" target="_blank">Adsense Beautifier</a> &#8211; <strong>Abbellisce</strong> il look dei banner Adsense look inserendo immagini affiancate o sopra in modo da <strong>aumentare i click (CTR)</strong> e, quindi, anche i guadagni.</li>
<li><a href="http://www.mikesmullin.com/2006/04/01/adsense-widget-wordpress-sidebar/" target="_blank">AdSense Widget for WordPress Sidebar</a> &#8211; si tratta di un <strong>widget </strong>progettato per essere incluso nella sidebar dei <strong>template </strong>di WordPress.</li>
<li><a href="http://mightyhitter.com/main-page/plugins/mightyadsense/" target="_blank">MightyAdsense </a>- ti permette di inserire codice AdSense senza dover modificare i template. I <strong>banner</strong> vengono disposti all’interno degli <strong>articoli</strong> ed è possibile specificare quanti spazi pubblicitari inserire.</li>
<li><a href="http://blog.taragana.com/index.php/archive/wordpress-plugin-adrotator-rotate-your-ads-including-adsense-dynamically/" target="_blank">AdRotator Wordpress Plugin</a> &#8211; <strong>sistema di rotazione</strong> dei banner AdSense con altri sistemi di affiliazione come Chitika Eminimalls o qualsiasi altro.</li>
<li><a href="http://www.internetvibes.net/2006/09/29/adsense-wordpress-plugin/" target="_blank">Adsense Earnings Wordpress Plugin</a> &#8211; mostra i dettagli delle <strong>entrate AdSense</strong> nel pannello di <strong>amministrazione</strong> di WordPress.</li>
<li><a href="http://www.abuzant.com/od/2006-07/wp-adsenseprofit.html" target="_blank">WP-AdsenseProfit</a> &#8211; mostra i <strong>profitti</strong> derivanti da AdSense sul sito pubblico, semplicemente invocando una funzione php da includere nel template.</li>
<li><a href="http://adsense.ayanev.com/" target="_blank">AdSense Sharing Revenue and Earnings System</a> &#8211; ti permette di vedere le <strong>entrate di AdSense</strong> e quindi condividerle con gli amici o co-autori.</li>
<li><a href="http://www.kinkydress.com/php-scripts/author-adsense/" target="_blank">Author Adsense Wordpress Plugin</a> &#8211; Permette agli <strong>autori degli articoli</strong> di includere il proprio codice AdSense da accodare ai propri articoli. Questo plugin può essere veramente utile quando più autori scrivono sullo stesso blog.</li>
</ul>
<div><a rel="cc:attributionURL" href="http://www.dynamick.it" target="_blank">Michele Gobbi</a> / <a rel="license" href="http://creativecommons.org/licenses/by/2.5/it/" target="_blank">CC BY 2.5</a></div>
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		<item>
		<title>Google PowerMeter, il consumo di energia elettrica in tempo reale</title>
		<link>http://blog.webeng.it/2009/02/11/google-powermeter-il-consumo-di-energia-elettrica-in-tempo-reale/</link>
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		<pubDate>Wed, 11 Feb 2009 20:50:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli Generici]]></category>
		<category><![CDATA[Hi-Tech]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
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		<description><![CDATA[
“If you cannot measure it, you cannot improve it” è lo slogan col quale Google ha lanciato il suo nuovo progetto PowerMeter.
Per ora si tratta solamente di un progetto che il team di Mountain View sta sviluppando, ma presto vedrà la luce in tutti i nostri desktop.
Si tratta di una nuova funzionalità di iGoogle, la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://blog.webeng.it/wp-content/uploads/2009/02/logo.gif"><img class="alignnone size-full wp-image-1036" title="logo" src="http://blog.webeng.it/wp-content/uploads/2009/02/logo.gif" alt="" width="150" /></a></p>
<p>“If you cannot measure it, you cannot improve it” è lo slogan col quale <strong>Google</strong> ha lanciato il suo nuovo progetto <strong>PowerMeter</strong>.</p>
<p><span id="more-1030"></span>Per ora si tratta solamente di un progetto che il team di Mountain View sta sviluppando, ma presto vedrà la luce in tutti i nostri desktop.</p>
<p>Si tratta di una nuova funzionalità di <strong>iGoogle</strong>, la pagina personalizzata di Google, che consentirà di <strong>misurare quasi in tempo reale i consumi di energia all’interno della propria casa.</strong></p>
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=6Dx38hzRWDQ"><img src="http://img.youtube.com/vi/6Dx38hzRWDQ/default.jpg" width="130" height="97" border=0></a></p>
<p>Avendo accesso a queste informazioni sarà possibile per tutti avere sotto controllo i propri <strong>consumi energetici</strong> e provvedere così a un miglior <strong>risparmio energetico</strong>.</p>
<p>Ci sono studi, secondo Google, che dimostrano come l’accesso alle informazioni relative ai consumi domestici permetterebbero di <strong>risparmiare ogni mese il 15-25% sulla bolletta energetica</strong>.</p>
<p>Pensate che ogni sei appartamenti che risparmiano il 10% di elettricità corrispondono a un automobile messa fuori circolazione dalle strade.</p>
<p>Questo è l’obiettivo di PowerMeter. Aspetto di vedere la versione beta per capire meglio di cosa si tratta.</p>
<p><a href="http://www.google.org/powermeter/" target="_blank">Google PowerMeter</a></p>
<p>Via <a href="http://cleantechnica.com/2009/02/10/google-powermeter-will-provide-real-time-home-energy-information-on-your-computer/" target="_Blank">Clean Technica</a></p>
<p>Articolo tratto da : <a href="http://blogeko.libero.it/2009/google-powermeter-il-consumo-di-energia-elettrica-in-tempo-reale/" target="_blank">http://blogeko.libero.it/2009/google-powermeter-il-consumo-di-energia-elettrica-in-tempo-reale/</a></p>
<p>Autore : Emiliano Angelelli</p>
<p>Licenza : Creative Commons</p>
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		<title>Calcolare il valore di un sito web con dnScoop</title>
		<link>http://blog.webeng.it/2009/02/11/calcolare-il-valore-di-un-sito-web-con-dnscoop/</link>
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		<pubDate>Wed, 11 Feb 2009 17:17:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[
Navigando su internet in cerca di strumenti per il web-marketing &#38; co , ho scoperto questa applicazione molto interessante di nome dnScoop, in grado di aggregare numerose informazioni sul nostro sito web e con la quale saremo in grado di calcolare il valore approssimativo del nostro sito web, e se per caso ci fossimo stancati [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://blog.webeng.it/wp-content/uploads/2009/02/dnscooplogo.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1026" title="dnscooplogo" src="http://blog.webeng.it/wp-content/uploads/2009/02/dnscooplogo.jpg" alt="" width="229" height="68" /></a></p>
<p>Navigando su internet in cerca di strumenti per il web-marketing &amp; co , ho scoperto questa applicazione molto interessante di nome <a href="http://www.dnscoop.com/" target="_blank">dnScoop</a>, in grado di aggregare numerose informazioni sul nostro sito web e con la quale saremo in grado di calcolare il valore approssimativo del nostro sito web, e se per caso ci fossimo stancati di mantenerlo anche di metterlo all&#8217;asta sul loro marketplace.</p>
<p><span id="more-1022"></span></p>
<p>Andando sul sito di riferimento <a href="http://www.dnscoop.com/" target="_blank">dnScoop</a>, salterà subito alla nostra attenzione un campo dove possiamo inserire l&#8217;url del sito da valutare. Bene. Inseriamo l&#8217;url completa del dominio da valutare come in figura.</p>
<p><a href="http://blog.webeng.it/wp-content/uploads/2009/02/dnscoop.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1023" title="dnscoop" src="http://blog.webeng.it/wp-content/uploads/2009/02/dnscoop.jpg" alt="" width="600" /></a></p>
<p>Attendiamo la risposta del server, ci metterà un pochino&#8230; ed ecco che a questo punto il sito visualizzerà le seguenti informazioni:</p>
<ul>
<li>Età del dominio</li>
<li>Pagerank</li>
<li>Numero e dettaglio dei link in entrata</li>
<li>Traffic Rank di Alexa</li>
<li>Ip report</li>
<li>Valore di un link sul tuo sito</li>
<li>Valore stimato del dominio</li>
</ul>
<p>Se siete stanchi del vostro sito internete e magari vale qualcosa, provate pure a venderlo tramite il loro marketplace o in alternativa rivolgetevi altrove.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Le statistiche di ricerca sui motori, Google Insight for search.</title>
		<link>http://blog.webeng.it/2009/02/07/le-statistiche-di-ricerca-sui-motori-di-ricerca-google-insight-for-search/</link>
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		<pubDate>Sat, 07 Feb 2009 21:47:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli Generici]]></category>
		<category><![CDATA[motori di ricerca]]></category>
		<category><![CDATA[google]]></category>
		<category><![CDATA[statistiche]]></category>

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		<description><![CDATA[
Spesso mi è capitato di chiedermi se Google o altri motori di ricerca pubblicassero da qualche parte le statistiche sulle combinazioni di parole chiave maggiormente ricercate in rete. Continuando nella mia incessante ricerca poco tempo fa ho scoperto un servizio ancora in versione di BETA offerto dallo stesso Google.
Entrando su Google Insight for Search possiamo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://blog.webeng.it/wp-content/uploads/2009/02/google.gif"><img class="alignnone size-full wp-image-1017" title="google" src="http://blog.webeng.it/wp-content/uploads/2009/02/google.gif" alt="" width="157" height="59" /></a></p>
<p>Spesso mi è capitato di chiedermi se Google o altri motori di ricerca pubblicassero da qualche parte le statistiche sulle combinazioni di parole chiave maggiormente ricercate in rete. Continuando nella mia incessante ricerca poco tempo fa ho scoperto un servizio ancora in versione di BETA offerto dallo stesso Google.</p>
<p><span id="more-1008"></span>Entrando su <a href="http://www.google.com/insights/search/" target="_blank">Google Insight for Search</a> possiamo consultare con poche semplici operazioni le statistiche per le query di ricerca effettuate su google e su tutti quei motori che si appoggiano al colosso di Mountain View. Tramite l&#8217;utilizzo delle opzioni avanzate saremo in grado di filtrare i risultati per categoria, luoghi e linee temporali. Tramite pochi clic si possono ottenere dei grafici avanzati che confrontano chiavi di ricerca, luoghi di ricerca, e periodi temporali.</p>
<p><a href="http://blog.webeng.it/wp-content/uploads/2009/02/google-insight-search.gif"><img class="alignnone size-full wp-image-1020" title="google-insight-search" src="http://blog.webeng.it/wp-content/uploads/2009/02/google-insight-search.gif" alt="" width="500" height="273" /></a></p>
<p>Facendo attenzione, possiamo notare come l&#8217;applicativo ci fornisce ulteriori suggerimenti per le nostre politiche di pubblicazione: combinazioni di ricerca più quotate e combinazioni di ricerca in aumento possono essere informazioni molto importanti per capire cosa pubblicare prossimamente sul nostro sito per guadagnare accessi.</p>
<p>Questo tool, se visto e analizzato a fondo nelle sue potenzialità,  è un ottimo strumento per tutti coloro che vogliono migliorare la posizione del proprio sito web nelle classifiche di google. Sapere cosa gli utenti della rete stanno cercando e sapere come lo stanno cercando è una svolta fondamentale nell&#8217;attività del webmaster che vuole far aumentare di importanza il proprio sito e guadagnare maggiori accessi.</p>
<p>Da segnalare anche la possibilità molto interessante di scaricare i dati pubblicati in formato csv.</p>
<p>Non resta che provarlo.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Guadagnare Online con la Vendita di Link con LinkLift</title>
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		<pubDate>Sat, 07 Feb 2009 20:26:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli Generici]]></category>
		<category><![CDATA[Guadagnare online]]></category>
		<category><![CDATA[Link utili]]></category>

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		<description><![CDATA[
LinkLift permette a chi ha un sito web o blog di vendere link di testo e di guadagnarci il 75% derivante dalla vendita. LinkLift è da qualche tempo localizzata in Italiano ed è l’unica società in Italia che permette di fare compravendita di Link.

Approvazione delle Registrazioni
Dopo essersi registrati, ogni pagina viene vagliata dallo staff e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://blog.webeng.it/wp-content/uploads/2009/02/linklift_logo.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-995" title="linklift_logo" src="http://blog.webeng.it/wp-content/uploads/2009/02/linklift_logo.jpg" alt="" width="140" /></a><a rel="nofollow" href="http://www.danielesalamina.it/s/linklift" target="_blank"></a></p>
<p><a rel="nofollow" href="http://www.danielesalamina.it/s/linklift" target="_blank">LinkLift</a> permette a chi ha un sito web o blog di <strong>vendere link di testo e di guadagnarci il 75%</strong> derivante dalla vendita. <a rel="nofollow" href="http://www.danielesalamina.it/s/linklift" target="_blank">LinkLift</a> è da qualche tempo localizzata in Italiano ed è l’unica società in Italia che permette di fare compravendita di Link.</p>
<p><span id="more-987"></span></p>
<h2>Approvazione delle Registrazioni</h2>
<p>Dopo essersi <a rel="nofollow" href="http://www.danielesalamina.it/s/linklift" target="_blank">registrati</a>, ogni pagina viene vagliata dallo staff e successivamente approvata o meno da <a rel="nofollow" href="http://www.danielesalamina.it/s/linklift" target="_blank">LinkLift</a>. Molte delle pagine di bassa qualità vengono scartate. Questo permette a Linklift di garantire massima affidabilità verso i loro clienti. Infatti i clienti che acquistano link non sanno l’indirizzo su cui andranno ad acquistare il link, ma hanno a disposizione solo un piccola descrizione del sito.</p>
<h2>Come viene determinato il prezzo del TextLink</h2>
<p>Se la pagina viene approvata, il team di <a rel="nofollow" href="http://www.danielesalamina.it/s/linklift" target="_blank">LinkLift</a> prendera in esame diversi fattori per calcolare il prezzo del singolo link di testo. Il Rank di Alexa, la presnza nella directory DMOZ, il PageRank (anche se ultimamente questo parametro viene considerato sempre meno), la posizione dei link nella pagina, sono tutti fattori che vengono presi in considerazione per determinare il prezzo del link.</p>
<h2>Penalizzazioni da parte di Google</h2>
<p>Google se si accorge che vendi link di testo potrebbe penalizzare il tuo sito. Le penalizzazioni che attualmente vengono attuate riguardano solo il PageRank, ovvero la barretta verde visualizzabile sulla toolbar. Fino ad ora non sembra che ci siano state penalizzazioni nelle visite provenienti dal motore di ricerca. <strong>Perchè Google dovrebbbe Penalizzarmi ?</strong> Sul tema delle penalizzazioni ci sono diverse teorie.  Quella su cui concordo pienamente è quella <a href="http://www.seobook.com/archives/002163.shtml" target="_blank">ipotizzata da Aaron Wall</a>, che di certo non è l’ultimo fesso  arrivato. Aaron dice  “The problem is that Google wants to <strong>broker</strong> all ad deals and <a href="http://www.threadwatch.org/node/13749" target="_blank">many forms of paid links</a> are more efficient than AdWords is…” Traduco: Il problema è che Google vuole essere l’intermediario di tutte le vendite e alcune forme di link a pagamento sono più efficienti di Adword. Del resto, come dargli torto ? Che google abbia il monopolio della pubblicità online questo è palesemente chiaro a tutti.</p>
<h2>Qualche Consiglio</h2>
<p>Se vuoi vendere link devi sapere che Google è <a href="http://www.google.com/support/webmasters/bin/answer.py?answer=66736&amp;topic=8524" target="_blank">contraria a questa pratica</a>. Le ragioni sono molteplici, anche se in alcuni casi discutibili. Qualche consiglio da seguire:</p>
<ul>
<li><strong>Non vendere link a chiunque</strong>. Con LinkLift è possibile approvare o meno la vendita di un Link. Se pensi che quel link non sia a tema con i contenuti del tuo blog, non venderlo!</li>
<li><strong>Non esagerare con la vendita</strong>. Stabilisci un tetto massimo di link vendibili. Non superare più di 5 link a pagamento per pagina.</li>
<li><strong>Se usi Wordpress, utilizza il plugin</strong> che LinkLift ti metterà a disposizione. Questo ti permetterà di risparmiare tempo e posizionare i tuo link dove meglio credi</li>
<li><strong>Quando ti registri, non iserire il nome del tuo blog</strong>. Usa una descrizione che possa aiutare gli acquirenti ad identificare meglio il contenuto su cui acquistare i propri link.</li>
</ul>
<p style="text-align: center;"><a rel="nofollow" href="http://www.danielesalamina.it/s/linklift" target="_blank"><strong>Home Page LinkLift</strong></a></p>
<p style="text-align: left;">Articolo tratto da : <a href="http://www.danielesalamina.it/guadagnare-online-con-la-vendita-di-link-in-italia-con-linklift-qualche-consiglio" target="_blank">http://www.danielesalamina.it/guadagnare-online-con-la-vendita-di-link-in-italia-con-linklift-qualche-consiglio</a></p>
<p style="text-align: left;"><a href="http://www.danielesalamina.it/guadagnare-online-con-la-vendita-di-link-in-italia-con-linklift-qualche-consiglio" target="_blank"></a>Autore : Daniele Salamina</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Google M-Lab smaschererà gli ISP filtranti</title>
		<link>http://blog.webeng.it/2009/01/30/google-m-lab-smascherera-gli-isp-filtranti/</link>
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		<pubDate>Fri, 30 Jan 2009 08:53:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli Generici]]></category>
		<category><![CDATA[Software]]></category>
		<category><![CDATA[google]]></category>
		<category><![CDATA[isp]]></category>

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		<description><![CDATA[Roma &#8211; &#8220;La trasparenza è sempre stata cruciale per il successo di Internet&#8221;: così Vint Cerf, pioniere della rete e evangelizzatore della Grande G, ha presentato Measurement Lab (M-Lab). Ai cittadini della rete verranno messi a disposizione strumenti per vigilare sulla propria connessione e sul proprio provider, strumenti da studiare e da affinare, da adattare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Roma &#8211; &#8220;La trasparenza è sempre stata cruciale per il successo di Internet&#8221;: così Vint Cerf, pioniere della rete e evangelizzatore della Grande G, <a href="http://googleblog.blogspot.com/2009/01/introducing-measurement-lab.html" target="_blank">ha presentato</a> Measurement Lab (<a href="http://www.measurementlab.net/" target="_blank">M-Lab</a>). Ai cittadini della rete verranno messi a disposizione strumenti per <strong>vigilare sulla propria connessione e sul proprio provider</strong>, strumenti da studiare e da affinare, da adattare alle proprie esigenze. &#8220;La trasparenza è il nostro obiettivo &#8211; <a href="http://www.pcworld.com/article/158525/google_partners_release_net_neutrality_tools.html?tk=rss_news" target="_blank">ha spiegato</a> Cerf &#8211; vogliamo rendere più visibili le informazioni a favore di tutti coloro che sono interessati a comprendere come la rete funzioni a tutti i livelli&#8221;.</p>
<p><span id="more-838"></span>M-Lab, <a href="http://punto-informatico.it/2321299/PI/News/un-tool-google-denuncera-violazioni-alla-neutralita.aspx" target="_blank">annunciato</a> nei mesi scorsi da Mountain View, non è semplicemente emanazione della Grande G: si tratta di un&#8217;<strong>officina distribuita</strong> in ogni angolo del globo, allestita da Google, dall&#8217;Open Technology Institute del think tank <a href="http://www.newamerica.net/" target="_blank">New America Foundation</a>, da <a href="http://www.planet-lab.org/mlab-announcement" target="_blank">PlanetLab</a> e da un manipolo di ricercatori, messa a disposizione di tutti i cittadini della rete. Nel corso del 2009 verranno installati <strong>36 nuovi server in 12 località di Europa e Stati Uniti</strong>: serviranno da snodo per i dati che verranno fatti rimbalzare dai netizen, serviranno per valutare la qualità delle connessioni e per individuare le briglie eventualmente imposte al traffico.</p>
<p>&#8220;Quando un&#8217;applicazione Internet non funziona come ci si aspetta o quando la connessione sembra fare come le pare, come si può stabilire se si tratta di un problema di cui è responsabile il provider, o l&#8217;applicazione, o il proprio computer o qualcosa d&#8217;altro? &#8211; provoca Cerf &#8211; Oggi può essere difficile per gli esperti venire a capo di questo tipo di questioni, figuriamoci per l&#8217;utente Internet medio&#8221;. Ai cittadini della rete è così offerta l&#8217;interfaccia online del sistema, piattaforma per attingere a risorse che si moltiplicheranno con il passare del tempo e con la <a href="http://www.measurementlab.net/getinvolved" target="_blank">collaborazione</a> dei ricercatori che si affaccenderanno sul codice open dei tool. Per ora M-Lab appare come un semplice <strong>raccoglitore</strong>: sono tre gli strumenti disponibili, tre servizi che consentono di analizzare il flusso di connettività che innerva la propria macchina. Network Diagnostic Tool (<a href="http://www.measurementlab.net/measurement-lab-tools#ndt" target="_blank">NDT</a>), sviluppato dal consorzio <a href="http://e2epi.internet2.edu/ndt/" target="_blank">Internet 2</a>, consente di vigilare sulla propria connessione, di misurare velocità e di individuare gli ostacoli che imbrigliano il traffico nella configurazione eseguita dall&#8217;utente o nell&#8217;infrastruttura a cui si affida. Network Path and Application Diagnosis (<a href="http://www.measurementlab.net/measurement-lab-tools#npad" target="_blank">NPAD</a>), un servizio ancora in fase sperimentale sviluppato dal <a href="http://www.psc.edu/networking/projects/pathdiag/" target="_blank">Pittsburgh Supercomputing Center</a>, assiste l&#8217;utente nel diagnosticare problemi che si possano riscontrare nell&#8217;ultimo miglio e nel proprio sistema. <a href="http://www.measurementlab.net/measurement-lab-tools#glasnost" target="_blank">Glasnost</a>, messo invece a disposizione dal <a href="http://broadband.mpi-sws.org/transparency/bttest-mlab.php" target="_blank">Max Planck Institute for Software Systems</a>, <a href="http://punto-informatico.it/2290278/PI/News/quali-provider-arginano-torrent.aspx" target="_blank">consente</a> di mettere alla prova il proprio ISP: simulando uno scambio di dati attraverso il browser, il tool verifica come il provider si comporti al cospetto di ordinari pacchetti TCP e con la trasmissione con protocollo BitTorrent, per individuare pratiche discriminatorie messe eventualmente in atto dall&#8217;operatore.</p>
<p>Ad affiancare Glasnost nella valutazione dei comportamenti dei provider, presto interverranno altri due strumenti. <a href="http://www.measurementlab.net/measurement-lab-tools#diffprobe" target="_blank">DiffProbe</a>, in fase di lavorazione presso il College of Computing della Georgia Tech, promette di stilare elenchi dei protocolli gestiti con meno prontezza e di individuare quelli sgraditi ai provider. Così <a href="http://www.measurementlab.net/measurement-lab-tools#nano" target="_blank">NANO</a>, con un client messo a disposizione dell&#8217;utente, <a href="http://www.cc.gatech.edu/%7Efeamster/papers/nano-hotnets2008.pdf" target="_blank">trasmetterà</a> dati ai server di M-Lab per valutare le performance della connessione, macinerà informazioni e risputerà per l&#8217;utente report personalizzati e per i ricercatori statistiche anonime e aggregate, relative alle attività online dei netizen.</p>
<p>I tool messi a disposizione da M-Lab, promette Cerf, si differenziano dagli attuali strumenti per valutare la propria connessione: non si tratta di applicazioni &#8220;geek fino all&#8217;estremo&#8221;, <a href="http://news.cnet.com/8301-13578_3-10152117-38.html?part=rss&amp;subj=news&amp;tag=2547-1023_3-0-5" target="_blank">possono essere impugnate</a> da ciascun cittadino della rete. È per questo motivo che sono in molti a <a href="http://mashable.com/2009/01/29/google-measurement-lab/" target="_blank">ravvisare</a> nell&#8217;iniziativa il primo passo di una lotta senza quartiere che la rete ingaggerà nei confronti dei provider che propongono ai propri utenti un servizio a diverse corsie e a diverse velocità. A supportare le rivendicazioni degli utenti saranno i <strong>dati organizzati dai ricercatori</strong> e rilasciati con la massima trasparenza: M-Lab <a href="http://arstechnica.com/tech-policy/news/2009/01/google-others-launch-m-lab-to-track-network-openness.ars" target="_blank">invita</a> alla partecipazione affinché si possa contare su una mole consistente di informazioni da elaborare.</p>
<p>Google, checché <a href="http://punto-informatico.it/2506903/PI/News/wsj-vaticina-rete-due-velocita.aspx" target="_blank">ne dica</a> il <em>Wall Street Journal</em>, da tempo si profonde in <a href="http://punto-informatico.it/1446935/PI/News/orrore-una-rete-senza-neutralita.aspx" target="_blank">confronti ufficiali</a> e in <a href="http://punto-informatico.it/1882597/PI/News/schmidt-google-internet-liberta.aspx" target="_blank">dichiarazioni di intenti</a> per sostenere l&#8217;esigenza di una rete che non discrimini contenuti e protocolli. Ora, <a href="http://punto-informatico.it/2536494/PI/News/cox-traffico-rete-si-puo-rallentare.aspx" target="_blank">negli</a> <a href="http://punto-informatico.it/2529174/Telefonia/News/rubinetti-comcast-anche-sul-voip.aspx" target="_blank">States</a> come in <a href="http://punto-informatico.it/2530615/PI/News/prima-multa-sulla-vicenda-dei-filtri-antip2p.aspx" target="_blank">Italia</a>, il dibattito sulla neutralità della rete è quotidianamente rinfocolato da eventi e proposte. Ma per Google non di sola neutralità della rete si tratta: &#8220;Al di là di quello che si possa pensare della net neutrality e delle pratiche di gestione del traffico dei provider, ciascuno concorda riguardo al fatto che gli utenti di Internet meritino di essere ben informati riguardo a quello che hanno in cambio quando sottoscrivono un abbonamento&#8221;.</p>
<p><em>Gaia Bottà </em></p>
<p>Articolo tratto da : h<a href="http://punto-informatico.it/2537405/PI/News/google-smascherera-isp-filtranti.aspx" target="_blank">ttp://punto-informatico.it/2537405/PI/News/google-smascherera-isp-filtranti.aspx</a></p>
<p>Autore : Gaia Bottà</p>
<p>Licensa : <a href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/2.5/it/">http://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/2.5/it/</a></p>
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		<title>Estensioni Firefox: la Top 10 per il Web Design</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Jan 2009 00:55:33 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Firefox si è rivelato uno dei migliori browser per lo sviluppo sul web, uno strumento indispensabile per ogni Web Designer al di là della sua diffusione presso i non professionisti.
In questo articolo voglio elencare le 10 estensioni di Firefox a cui non potrei mai rinunciare, che mi aiutano nel lavoro di tutti i giorni e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://blog.webeng.it/wp-content/uploads/2009/01/estensioni-firefox.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-808" style="float: left; margin-right: 5px;" title="estensioni-firefox" src="http://blog.webeng.it/wp-content/uploads/2009/01/estensioni-firefox.jpg" alt="" width="126" height="126" /></a>Firefox si è rivelato uno dei migliori browser per lo sviluppo sul web, uno strumento indispensabile per ogni Web Designer al di là della sua diffusione presso i non professionisti.</p>
<p>In questo articolo voglio elencare le <strong>10 estensioni di Firefox</strong> a cui non potrei mai rinunciare, che mi aiutano nel lavoro di tutti i giorni e che spero possano risultare utili a chi ancora non le conosce.</p>
<p><span id="more-807"></span>1. <a href="https://addons.mozilla.org/it/firefox/addon/60">Web Developer</a></p>
<p>Aggiunge una toolbar con numerosi strumenti e funzionalità, dalla possibilità di disabilitare i <acronym title="Cascading Style Sheet">CSS</acronym> alla validazione della pagina corrente.</p>
<p>2. <a href="https://addons.mozilla.org/it/firefox/addon/1843">Firebug</a></p>
<p>Permette di fare il debug e modificare il contenuto di una pagina con pochi clic, monitorando CSS, HTML e Javascript in tempo reale. La considero un’estensione complementare a Web Developer, piuttosto che sostitutiva.</p>
<p>3. <a href="https://addons.mozilla.org/it/firefox/addon/4187">CSS Mate</a></p>
<p>Estensione fondamentale per fare test al volo sui CSS di una pagina, avendo un feedback immediato.</p>
<p>4. <a href="https://addons.mozilla.org/it/firefox/addon/1419">IE Tab</a></p>
<p>Per testare un sito è comodo avere degli strumenti che facilitino lo switch tra i vari browser. Questa estensione permette di visualizzare una pagina con il rendering engine di Internet Explorer dentro una tab di Firefox.</p>
<p>5. <a href="https://addons.mozilla.org/it/firefox/addon/1429">IE View Lite</a></p>
<p>Variante di IE Tab (vedi sopra), consente di aprire la pagina corrente in una finestra di Explorer tramite una voce nel menu contestuale.</p>
<p>6. <a href="https://addons.mozilla.org/it/firefox/addon/1190">OperaView</a></p>
<p>Estensione dal funzionamento analogo ad IE View, utile per aprire una pagina sul browser Opera.</p>
<p>7. <a href="https://addons.mozilla.org/it/firefox/addon/249">HTML Validator</a></p>
<p>Aggiunge all’interno della finestra per la visualizzazione del codice alcune indicazioni utili sulla validazione della pagina. Segnala errori e warnings, con utili suggerimenti per correggerli.</p>
<p>8. <a href="https://addons.mozilla.org/it/firefox/addon/539">MeasureIt</a></p>
<p>Semplice ma utilissimo tool che crea un righello con il quale misurare gli elementi di una pagina.</p>
<p>9. <a href="https://addons.mozilla.org/it/firefox/addon/1146">Screengrab!</a></p>
<p>Per catturare screenshot di una pagina salvando solo la porzione visibile o tutto il contenuto. Questa estensione è stata migliorata ed il salvataggio dei file immagine ora è molto più veloce.</p>
<p>10. <a href="http://tools.seobook.com/firefox/seo-for-firefox.html">SEO for Firefox</a></p>
<p>Aggiunge informazioni utili ai risultati della ricerca di Google: PageRank, età del dominio, numero di links, rank su Technorati ed Alexa e molto altro.</p>
<p>Trovate queste estensioni di Firefox anche nella <a href="http://www.tomstardust.com/utility">pagina utility</a> di TomStardust.com, insieme ad altre risorse. Se avete consigli sull’argomento o se pensate che nell’elenco manchi qualcosa di importante non esitate a dirlo nei commenti!</p>
<p>Articolo tratto da: <a href="http://www.tomstardust.com/archives/estensioni-firefox-la-top-10-per-il-web-design/" target="_blank">http://www.tomstardust.com/archives/estensioni-firefox-la-top-10-per-il-web-design/</a></p>
<p>Autore: <strong>Tommaso Baldovino</strong></p>
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